Studi
recenti confermano la presenza di una chiesetta dotata di portico già nel 1029.
Nel 1413 la chiesa venne rimaneggiata ed ampliata nel 1475 ad opera del “Maistro
Zuane de Chomo”. L’abside rettangolare presenta analogie con le chiese
di S. Stefano e S. Volfango. La volta del coro si caratterizza da robusti
costoloni e colonnine di pietra dalle quali escono nervature che disegnano le
vele. L’insieme fa riferimento ad un gotico tipico d’oltralpe.
Nel 1482 Gianfrancesco da Tolmezzo affresca il coro. Nell’arco Trionfale è
rappresentata l’Annunciazione, il Padre Eterno, Santi e Sante. Nella parete di
sinistra l’Adorazione dei Pastori, nella destra l’Adorazione dei Magi. Nella
parete centrale due apostoli e nella volta i Dottori della legge ed i simboli
degli Evangelisti.
Sul lato esterno dell’abside e della navata sono
raffigurati rispettivamente S. Cristoforo ed il Vescovo S. Nicolò che
sovrasta la data e l’epigrafe riferite al 1413. Si tratta dell’affresco più antico del Comelico. Nel 1663
venne allungata la navata ed aggiunte le due cappelle laterali rispettando in
buona misura le caratteristiche dell’edificio precedente. L’altare di destra
ospita la pala raffigurante la “Madonna della cintura” opera di Polak
Teofilo Martino (primi decenni del seicento).
Nell’altare di sinistra è visibile la pala rappresentante il Martirio di S.
Valentino attribuita al Zanchi da Valcanover (anni 1680). Il campanile risale al
1666, presentava una cupola di rame sostituita a seguito di un incendio del 1890
con la lanterna ottagonale sormontata da una cupola.