Un “altariòl” esisteva
probabilmente già alla fine del ‘500, notizie certe risalgono al 1630. Nella
visita pastorale in Comelico nel 1637 il Patriarca di Aquileia Marco Gradenigo
concedeva agli “Huomini della villa di Padola” di celebrare la S. Messa con
altare portatile in occasione della festa della Santa il 26 luglio. Restaurato
nel 1646, il capitello fu poi demolito nel 1690 per far posto all’attuale
costruzione, opera dei “mistri” Antonio e G.Batta Sacco di Dosoledo consacrata
nel 1699. La cappella di forma decagonale costituisce una rarità, il
coro\abside è a geometria ottagonale. Nell’insieme convivono diversi stili: il
gotico per la verticalità dei contrafforti esterni e nelle nervature e
decorativismo interni, il rinascimento nelle colonnine, capitelli ed arcatelle
dei lati, il barocco nelle teste delle chiavi, negli archi, cornici e davanzali
esterni.
L’unico altare in legno intagliato e dorato si deve al “mistro marchiò Maier
abitante in S. Candido.
La pala rappresentante S. Anna e Maria bambina sovrastate dalla S.S. Trinità e
S. Marco è opera dei padolesi Dorigopiccolo Antonio indoratore ed il figlio
Stefano pittore. Le due campanelle del campaniletto furono asportate dagli
austriaci nel giugno del 1918, le nuove forono ricollocate dai donatori De
Martin Pinter Luigi in ricordo del figlio Angelo nel 1930 e da Festini Cromer
Giovanni nel 1950. S. Anna fu da sempre meta di pellegrinaggi ed in particolare
quello da Sesto del 1573 e da Auronzo nel 1683. Le processioni imploravano il
“bel tempo” e meno frequentemente la pioggia. L’ultimo restauro risale al 1999
in occasione del 300° anniversario della consacrazione della chiesa.